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Veneto, casa: in otto anni sfrattate 57.000 famiglie

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Sfratti in Veneto: emblematico in numero delle richieste di esecuzione rivolte alle autorità giudiziarie tra il 2009 e il 2016: oltre 57.000 che corrispondono, se consideriamo una media di 3 inquilini per alloggio, ad una città di 170.000 abitanti (tanti quanti Vicenza più Belluno messe insieme). La crisi occupazionale, figlia della recessione economica che ha colpito anche il Veneto tra il 2009 e il 2015, ha avuto effetti devastanti sul bene casa, specie per quelle famiglie che vivono in affitto e che poggiavano il loro reddito sul lavoro di un solo componente. I dati del Ministero dell’Interno parlano chiaro, nonostante la loro, oramai proverbiale, incompletezza.

Di questo problema sociale, mai andato in prima pagina, se ne è parlato stamattina a Mestre nel convegno “Senza lavoro e senza casa non c'è famiglia" perchè, come ha spiegato Pietro Scomparin di Sicet “negli otto anni che vanno dal 2009 al 2016 ogni singolo aspetto delle procedure di sfratto è in media raddoppiato rispetto agli otto anni precedenti, quelli prima della crisi. Ecco perché il tema della casa per chi dispone di un reddito basso o precario è diventato una emergenza per migliaia di famiglie e la cui soluzione va cercata con più azioni: da un piano straordinario per l’edilizia pubblica al sostegno economico per chi è in difficoltà. Poi sicuramente anche la crescita della buona occupazione”.

A sottolineare la drammaticità della situazione l'assenza dell'Assessore regionale Lanzarin e la presenza del vicario episcopale don Dino Pistolato che ha sottolineato come il lavoro e la casa sono due elementi strettamente connessi tra loro e come la casa diventi un miraggio per quelle persone che possono contare solo su un lavoro a tempo determinato o a chiamata o per quelle famiglie dove in due non si riesce a raggiungere il reddito necessario. Per Don Pistolato serve trovare soluzioni, come ad esempio la realizzazione di strutture per famiglie come già esistono per donne singole o per uomini.

Massimo Petterlin segretario nazionale SICET nel concludere i lavori ha delineato la necessità per i vari livelli di competenza nazionali, regionali e comunali di interventi immediati e strutturali. Fondo Affitti, aiuti per la morosità da subito per tamponare l'emergenza. Edilizia pubblica e riordino delle leggi in materia nei prossimi mesi. Necessario anche per il segretario nazionale del SICET un impegno per la rigenerazione urbana di rammendo delle periferie che alzi la qualità dell'abitare.

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