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Piemonte, i sindacati inquilini scrivono ai parlamentari piemontesi

"La pandemia del COVID 19 ha ulteriormente peggiorato la situazione economica degli Italiani, già pesantemente colpiti da una crisi economica di cui ancora oggi non si vede la fine. Il Piemonte è la regione del nord Italia che ha pagato il prezzo più alto in termini di posti di lavoro persi, ore di Cassa integrazione richieste, chiusura parziale o definitiva di piccole imprese artigiane, negozi che formano il tessuto sociale ed economico del nostro Paese e l’esiguo importo dei ristori erogati dal governo nazionale non sono stati assolutamente sufficienti. La Pandemia, inoltre, ha aumentato il numero delle persone che si sono ritrovate sotto la soglia di sopravvivenza". È quanto scrivono in una lettera ai parlamentari piemontosi i segretari regionali di Sunia, Sicet e Uniat, Sergio Contini, Giovanni Baratta e Domenico Paoli.

"In questo contesto, le famiglie piemontesi, non più in grado di far fronte a mutui, al pagamento degli affitti e delle relative utenze, si sono trovate a dover chiedere sempre più frequentemente aiuto alle varie associazioni di volontariato, anche solo per un pasto giornaliero, ma nonostante questi sostegni in molti casi si sono ritrovate con una procedura di sfratto per morosità. Il blocco degli sfratti ha solo sospeso le esecuzioni ma, l’imminente scadenza della moratoria prevista per il prossimo 30 giugno unitamente alla mancanza di finanziamenti per il fondo morosità e il fondo di sostegno alla locazione, sono motivo di profonda preoccupazione per le scriventi segreterie dei sindacati inquilini SUNIA CGIL - SICET CISL - UNIAT UIL".

"Vi chiediamo, pertanto, in qualità di rappresentanti dei cittadini piemontesi, di farvi portavoce presso il Governo dei forti disagi patiti dalle famiglie della nostra regione, chiedendo l’attivazione di un tavolo nazionale volto a trovare soluzioni rapide ed efficaci, questa nostra richiesta è stata condivisa dall’ANCI e dalla Conferenza delle Regioni. Ѐ nostra grande preoccupazione, inoltre, che se dopo il 30 giugno si procederà ad eseguire gli sfratti delle tante famiglie che hanno già la sentenza, ci si trovi in situazioni che possano sfociare in problemi di ordine pubblico, ragione per cui abbiamo esternato anche al signor Prefetto tali convinzioni. Confidiamo, quindi, che vogliate farle vostre".

SICET NAZIONALE

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