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Liguria, associazioni inquilini: "Il Comune della Spezia sbaglia sulle case popolari"

"Nell’ultimo consiglio Comunale della Spezia sono state approvate due deliberazioni riguardanti le case pubbliche. Come Sindacati degli inquilini avevamo chiesto un anno fa, per non arrivare ora impreparati, un piano straordinario di ristrutturazione dei circa 300 alloggi in gestione Arte sfitti, la diminuzione dei massimi degli affitti concordati, la pubblicazione del nuovo bando per le case popolari". È quanto riportano in un comunicato unitario le associazioni degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat della Liguria. 

"Oggi ci troviamo di fronte invece alla vendita di ben 57 alloggi, di cui 10 sfitti quindi da subito 10 alloggi in meno a disposizione.  Ribadiamo che in questo periodo è necessario avere più case popolari disponibili in vista dello “tsunami” dello sblocco degli sfratti di giugno e quindi ci sembra assurdo che si vada a diminuire la disponibilità di case popolari, anche se i proventi  derivanti dalla vendita verranno investiti nel recupero di altri. Il numero di alloggi popolari va aumentato non diminuito, a maggior ragione in questo momento". 

"Grazie al nostro intervento - spiegano Sunia, Sicet e Uniat liguri - si è riusciti a far inserire nella delibera che l’assegnatario che non fosse interessato all’acquisto, non sarà ricollocato in altro alloggio senza il proprio consenso. Evitando così ulteriori problemi sociali. Questa clausola non era stata prevista dall’amministrazione Comunale. Avevamo chiesto la pubblicazione del nuovo bando Erp, precisando sin da subito la necessità che in questo non fossero  inserite clausole che verranno impugnate perché già dichiarate incostituzionali dalla suprema Corte". 

"Nel merito bisognava evitare di inserire l’obbligo di residenza da più di cinque anni per poter partecipare al bando  in quanto la Corte Costituzionale ha dichiarato  illegittima tale norma applicata dalla Regione Lombardia. La sentenza della Corte Costituzionale è la n°44/2020 che chiarisce: è irragionevole negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente o non abbia un lavoro nel territorio della Regione da almeno cinque anni. Questo requisito, infatti, non ha alcun nesso con la funzione del servizio pubblico in questione, che è quella di soddisfare l’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di effettivo bisogno".

"Un’altra criticità del regolamento riguarda la richiesta rivolta ai cittadini stranieri di un documento rilasciato dall’ambasciata o consolato in merito al non possesso di immobili adeguati al proprio nucleo famigliare nel paese di origine che è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n° 9 del 2021 come anche alcuni principi di premialità della residenzialità. Chiediamo ora a tutti ma proprio tutti, visto che la Giunta ha voluto approvare il regolamento senza tenere in considerazione il nostro grido di allarme, di farsi parte attiva affinché le leggi ed i regolamenti regionali che in materia siano uniformate alle sentenze della corte  Costituzionale n ° 44/2020 e 09/2021  evitando così di procedere con un  bando  atteso da tantissime famiglie, l’ultimo è di 10 anni orsono,  già praticamente impugnato su basi concrete,  lasciando centinaia di famiglie in balia della grave situazione abitativa", concludono Sunia, Sicet e Uniant della Liguria.

SICET NAZIONALE

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