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Ragazzini (Cisl) e Falotico (Sicet): "Servono politiche per la casa contro il disagio abitativo"

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“La recente circolare pubblicata del ministero dell’Interno che prevede una stretta sulle occupazioni abusive così come formulata non va bene”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario confederale Cisl Piero Ragazzini ed il Segretario Generale del Sicet Cisl. “Contrastare l’abusivismo mettendo in campo sgomberi indiscriminati – proseguono – è un errore che potrebbe avere ripercussioni pesanti sia da un punto di vista sociale che di ordine pubblico”. Per i dirigenti sindacali “si deve distinguere tra abusivismo vero e proprio, che va giustamente perseguito e punito, e situazioni che derivano da grave disagio economico per mancanza di lavoro, povertà e disponibilità economica per far fronte a costi di affitti che incidono pesantemente sul reddito delle famiglie”. “Inoltre – proseguono Ragazzini e Falotico – credere di risolvere il problema delle occupazioni abusive senza mettere in campo soluzioni alternative per gli occupanti che versano in situazioni di precarietà sociale non solo non è possibile, ma metterebbe seriamente a rischio l’ordine pubblico dei comuni dove si effettuano operazioni di sgombero forzato, così come avvenuto in passato a Roma in occasione dello sgombero con l’uso della forza dello stabile in Via Curtatone, dove gli occupanti hanno stazionato per diversi giorni nell’adiacente piazza Indipendenza creando non pochi disagi alla città e dando vita a scontri con le forze dell’ordine”. I sindacalisti ritengono “che si debba finalmente dar vita ad una politica organica dell’abitare, che affronti il problema del disagio abitativo in cui versano tantissime famiglie italiane mettendo in campo una seria politica della casa che preveda risorse certe e stabili per dare un alloggio a chi oggi non ce l’ha, riqualificando gli immobili ex Iacp con l’obbiettivo di aumentare in tempi brevi l’offerta di alloggi a canone concordato”. Proprio per questo, concludono, “chiediamo al Governo di aprire un tavolo di confronto per risolvere l’emergenza casa”.

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