Falotico: "Vasto fronte sociale sull'emergenza casa"

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Rilanciare gli investimenti in edilizia publica residenziale, creare un fondo unico per il sostegno agli affitti e per le morosità incolpevoli, impiegare la leva fiscale per aiutare le famiglie a basso reddito e far emergere il mercato nero. Sono alcune delle priorità sostenute dal Sicet Cisl nel documento siglato nei giorni scorsi con Federcasa e le altre associazioni degli inquilini. “Abbiamo messo a punto delle proposte unitarie, responsabili e sostenibili per far uscire il paese dalla situazione di emergenza abitativa in cui è precipitato a causa della crisi economica e della deregulation che ha investito il settore negli ultimi anni”, osserva il segretario generale Nino Falotico. “La casa è la spia delle profonde disuguaglianze sociali che zavoranno il futuro di questo paese, per questo considero positiva la scelta di costruire una vasta alleanza sociale che sia aperta ad ulteriori e qualificati contributi, su tutti Anci, conferenza Stato-Regioni e governo”.

“Oggi la priorità è somministrare l’antibiotico per dare una risposta abitativa tempestiva alle famiglie in difficoltà mobilitando tutte le risorse disponibili, ma allo stesso tempo occorre mettere in campo una cura ricostituente di medio e lungo periodo che riporti in equilibrio il settore abitativo, sia pubblico che privato”. Il segretario del Sicet ricorda che “solo il 10 per cento delle 24 mila case popolari inserire nel piano nazionale di recupero sono state assegnate a nuovi inquilini nonostante la disponibilità di quasi mezzo miliardo di euro per la riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico. Un dato - osserva Falotico - che la dice lunga sulla necessità di rivedere la parcellizzazione delle responsabilità che si è prodotta negli ultimi anni”.

Quanto al tema delle risorse il leader nazionale del Sicet rilancia l’idea di un prelievo fiscale di scopo sul comparto immobiliare. “Oggi la fiscalità sulla casa è tutta a vantaggio dei proprietari, mentre poco o nulla è destinato agli inquilini. Noi proponiamo un aggiustamento della fiscalità non per fare cassa ma per fare equità sociale. Portando la cedolare secca dal 10 all’11 o 12 per cento, ad esempio, si potrebbero ricavare risorse aggiuntive per rispondere al disagio abitativo. Allo stesso tempo va rivisto il sistema delle detrazioni fiscali per gli inquilini portando al 19 per cento la detrazione del canone di affitto nel settore privato e assicurando alle famiglie incapienti il rimborso della detrazione non goduta”.

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