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Taranto-Brindisi, Caliandro: «Emergenza abitativa richiede programmazione più che assistenzialismo»

È meritorio che gli organi di informazione rilancino, ciclicamente, il tema del disagio abitativo, a conferma di quanto drammatica e diffusa sia tale criticità sociale da Nord a Sud del Paese. Quanto al nostro territorio Taranto Brindisi, tale disagio conferma la necessità che tutti i Comuni grandi e piccoli, promuovano una governance condivisa con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative che, quotidianamente, nelle rispettive sedi registrano esperienze e situazioni personali/familiari legate a sfratti, morosità incolpevole, alloggi antigienici, sovraffollamenti, alloggi-roulotte, alloggi-garage, ecc. Abbiamo letto, di recente, che a Brindisi una famiglia è sotto sfratto esecutivo e che il 9 giugno prossimo dovrà abbandonare l’attuale abitazione. Le cause della drastica decisione vanno ricondotte a situazioni che, in questa sede, non è il caso di riproporre né di aggettivare; ma resta il caso che, se possibile, è un caso di scuola.

Come anche l’altro di cui siamo anche venuti a conoscenza, di una signora anche lei di Brindisi, ammalata oncologica, sotto sfratto e in lista per l’intervento chirurgico da subire in una data prossima al giorno in cui è stabilito che con la sua famiglia lasci la casa. È come dire, anche, che fin quando i Comuni continueranno a ritenere la questione sfratti prerogativa, ancorché assai delicata e oltremodo meritoria, dei Servizi Sociali e non, piuttosto, politica di welfare da affidare ad un Assessorato alle Politiche abitative, sarà davvero difficile che si possano strutturare Uffici casa con missione istituzionale dedicata. Politica di welfare significherà favorire l’allargamento del mercato degli immobili sfitti e l’accesso alle locazioni per le fasce sociali attualmente escluse e per fronteggiare il diffuso disagio abitativo la cui soluzione non potrà mai essere la sola edilizia residenziale pubblica (ERP).

Inoltre, significherà affrontare ed avviare a soluzione il problema degli sfratti per finite locazioni, incentivando la trasformazione degli stessi in nuovi contratti. Ed ancora, contribuire alla soluzione del problema sfratti in particolare quelli per morosità incolpevole, promuovendo la trasformazione dei contratti in corso in nuovi contratti a canoni più sostenibili attraverso misure di garanzie e di sostegno per la corresponsione dei canoni. Non per ultimo, fare emergere il mercato nero e irregolare dell’affitto, oltreché migliorare lo stato manutentivo degli immobili in conformità alle norme sulla sicurezza, sul risparmio energetico e dell’acqua e sulla tutela della salute.

A ben guardare, questi stessi percorsi sono scanditi negli accordi territoriali sui canoni concordati che definiscono i range di affitto minimo e massimo e le condizioni contrattuali stipulate tra associazioni di proprietari, inquilini e sottoscritti dai rispettivi Comuni che, in questo territorio, sono Brindisi (da aggiornare), Mesagne, San Vito dei Normanni. Accade, troppo spesso, evidentemente, che nonostante le intese non si dia coerenza istituzionale a quanto sottoscritto; ma in questo modo le emergenze continueranno ad esserci, magari a moltiplicarsi e mai, dunque, ad essere risolte, atteso altresì che per velocizzare gli sfratti il Governo intende oggi scaricare tutto sui Comuni. È, questa, la diretta conseguenza di politiche nazionali sottratte al confronto concertativo con le parti sociali e di tagli finanziari lineari che hanno sferrato fendenti, negli ultimi anni, all’inclusione sociale.

Come Sicet Cisl continueremo a sollecitare, insieme con la Cisl, un Patto sociale territoriale sul diritto all’abitare e sull'housing sociale (o edilizia residenziale sociale - ERS), che coinvolga istituzioni, parti sociali, operatori del settore e comunità amministrate ed implementi dialogo, partecipazione e corresponsabilità. Quanto, in particolare, al Comune capoluogo, impegnato nella gestione economico-finanziaria del proprio vasto patrimonio abitativo comunale, auspichiamo che cominci concretamente a realizzare interventi strutturali significativi, che includano il diritto all’abitare, la rigenerazione urbana e la vivibilità nei quartieri periferici, promuovendo in concreto quella “globale rigenerazione della città” auspicata di recente dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Intini. Passa anche da questo la nuova narrazione che si vorrebbe dare di Brindisi, in un tempo di cambiamenti e di transizioni industriali, energetiche, ambientali, culturali che devono, però, preservare sempre la coesione e l’equità sociale affinché mai più nessuno rimanga indietro.

Massimo Caliandro - Segretario generale Sicet Cisl Taranto Brindisi

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