Piemonte, sindacati inquilini: dialogo poco costruttivo con Regione
Abbiamo letto sui giornali di oggi la “propaganda” della Regione Piemonte “Mille case per le coppie con figli” e ancora una volta esprimiamo profondo rammarico per la mancanza di un dialogo costruttivo più volte cercato con la Regione Piemonte sul tema della crisi dell’offerta abitativa nella nostra Regione e sui provvedimenti da noi considerati "inutili e discriminatori", come le modifiche ai requisiti di accesso all'edilizia pubblica.
La questione dell'emergenza abitativa nella nostra Regione evidenzia una forte tensione tra la necessità di offrire soluzioni abitative e la tutela delle fasce più deboli che attendono l'assegnazione di case popolari. Sottrarre ulteriori alloggi al patrimonio pubblico, seppur oggi non utilizzati per carenze manutentive, ridimensiona ulteriormente un patrimonio assolutamente inadeguato al fabbisogno delle famiglie piemontesi, migliaia, che attendono con speranza un’assegnazione di una casa popolare, non riuscendo a trovare una soluzione abitativa nel mercato privato.
Solo nell'area di Torino, si contano circa 7.000 domande complessive di partecipazione al bando, di cui oltre 1.000 rappresentano casi di emergenza abitativa.
È positivo che finalmente si siano trovate le risorse per ristrutturare una parte importante degli alloggi sfitti, ma ci sono delle graduatorie da rispettare con migliaia e migliaia di famiglie in attesa. La Regione apra finalmente un confronto con i sindacati inquilini (Sunia, Sicet, Uniat) utile a costruire un percorso che miri al recupero degli oltre 5.000 alloggi popolari sfitti da destinare alle assegnazioni da bando e da emergenza, all'aumento della disponibilità di alloggi nel mercato libero per le fasce deboli e grigie.
Lista dei comuni ad alta tensione abitativa