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Piano Casa, il giudizio del Sicet Alessandria-Asti

Dopo l'approvazione da parte della Camera dei Deputati, avvenuta il 23 giugno con voto di fiducia, del disegno di legge di conversione del Decreto Legge 7 maggio 2026, n. 66, recante Disposizioni urgenti per il Piano Casa, il testo è stato approvato dal Senato della Repubblica. Come è noto, il piano si prefigge di realizzare 100 mila alloggi in 10 anni; recuperare 60 mila alloggi ERP sfitti; aiutare le famiglie ad acquistare casa; sostenere affitti “calmierati”; costituire un fondo per la morosità incolpevole; velocizzare gli interventi attraverso commissari straordinari e fondi privati. «È una legge inadeguata all'emergenza abitativa reale. Il provvedimento non potrà consentire un rilancio delle politiche abitative coerente con il fabbisogno abitativo effettivo e più grave del Paese, ma apre al mercato la strada per operazioni speculative e processi di privatizzazione del patrimonio pubblico. Infatti Il Piano Casa è stato accolto favorevolmente dai fondi d'investimento immobiliari e dai costruttori edili. L’aumento dei costi dell’affitto, delle spese condominiali, delle bollette energetiche, l’insufficienza di disponibilità di alloggi pubblici ERP e privati, gli sfratti/decadenze emessi o in corso di pronunciamento e la difficoltà nell’acquisto della prima casa stanno mettendo a dura prova le famiglie. Per queste ragioni riteniamo che questo Piano Casa non risponda alle esigenze del Paese». È quanto dichiara il segretaio generale del Sicet Cisl di Alessandria-Asti Gian Paolo Demartini.