Povertà, Esposito (Sicet): «Quasi una famiglia povera su due vive in affitto. Il Governo ritiri il Ddl sugli sfratti e rilanci le case popolari»
«I dati Istat sulla povertà nel 2025 ci dicono una cosa chiara: in Italia la povertà assoluta ha sempre più l’indirizzo di una casa in affitto. Accelerare gli sfratti in questo quadro significa scegliere di far esplodere un’emergenza abitativa che cova da anni sotto la cenere». Così Fabrizio Esposito, segretario generale del Sicet Cisl, commenta l’ultimo report Istat sulla povertà in Italia. Per il 2025 l’Istat stima in povertà assoluta 2.105.000 famiglie, pari a 5.430.000 persone: il 9,3% dei residenti. Il calo rispetto all’anno precedente è contenuto (circa -5%) e non cambia il quadro di un disagio estremo ormai radicato. «La flessione non deve illudere», osserva Esposito, aggiungendo che «la povertà assoluta si concentra in modo abnorme e persistente su chi vive in affitto. Gli inquilini sono oltre il 47% delle famiglie povere, circa 999 mila nuclei, mentre l’affitto riguarda poco meno del 20% dei residenti. I dati ci dicono, dunque, che la casa non è una conseguenza della povertà: è uno dei suoi motori. Tra le famiglie povere in affitto moltissime hanno figli minorenni. In questo scenario – avverte Esposito – gni sfratto in più rischia di trasformarsi in un caso per i servizi sociali comunali, già sotto pressione. E il peso degli stranieri tra i poveri dimostra che senza una casa a costi sostenibili nessuna politica di integrazione, come nessuna politica per i giovani, può davvero funzionare».
A confermare che la crisi abitativa ha raggiunto ormai il livello di guardia, sono le molte manifestazioni e iniziative che si stanno tenendo in diversi paesi europei. La stessa Commissione europea, con il Piano europeo per alloggi accessibili, presentato a dicembre 2025, ha riconosciuto la crisi abitativa come questione continentale. Spiega Esposito: «In tutta Europa milioni di cittadini chiedono più tutele per chi vive in affitto e più case a canone sostenibile. In Italia, invece, il Governo propone un disegno di legge che accelera gli sfratti, per morosità e per finita locazione. È una scelta fuori dal tempo e dalla realtà che i dati Istat descrivono». Per il sindacato inquilini della Cisl la risposta alla povertà abitativa passa da tre scelte: ritiro immediato del Ddl sugli sfratti poiché rendere più rapide le esecuzioni, per morosità e per finita locazione, aggraverebbe la condizione di famiglie già ai margini e scaricherebbe sui Comuni il costo sociale, a partire dai minori; un piano straordinario di nuove case popolari da destinare alla locazione a canone sociale, con priorità reale alle famiglie in povertà assoluta; misure per i giovani, per le famiglie numerose e per l’integrazione dei migranti. «Chiediamo di ritirare il disegno di legge sugli sfratti e di aprire un confronto con le parti sociali su un piano casa vero, all’altezza di quello che l’Europa sta chiedendo e che i dati Istat rendono non più rinviabile», conclude Esposito.
Lista dei comuni ad alta tensione abitativa