Piano Casa, buona adesione al presidio unitario dei sindacati e delle associazioni degli inquilini
Si è svolto nella mattinata di ieri, in Piazza Capranica, a Roma, il presidio unitario indetto dalle organizzazioni degli inquilini, SUNIA, SICET, UNIAT, Unione Inquilini per manifestare contro le criticità e le carenze del Piano Casa proposto dal Governo. L’iniziativa ha visto la partecipazione di cittadini, famiglie in emergenza abitativa e delegati sindacali, uniti nel chiedere un cambio di rotta radicale sulle politiche per la casa.
Durante il presidio sono intervenuti: l’On. Chiara Braga (PD), l’On. Valentina Ghio (PD), l’On. Angelo Bonelli (AVS), l’On. Valentina D’Orso (M5S) e l’On. Agostino Santillo (M5S). All’iniziativa erano inoltre presenti: l’On. Anna Ascani (PD), l’On. Marco Simiani (PD), l’On. Andrea Casu (PD), l’On. Sara Ferrari (PD), l’On. Rachele Scarpa (PD) e l’On. Nicola Fratoianni (AVS). Inoltre hanno aderito all’iniziativa di stamattina gli assessori alla casa delle regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Sardegna ed hanno portato il loro contributo, attraverso un intervento, gli assessori della Toscana, dell’Umbria e dell’Emilia R..
Durante il presidio le OO.SS. degli inquilini hanno espresso forte preoccupazione per l'insufficienza delle risorse stanziate e per la mancanza di una visione strutturale a lungo termine. «Il Piano Casa attuale è una risposta debole all’emergenza abitativa che è una vera e propria bomba sociale», hanno dichiarato in una nota congiunta i rappresentanti di SUNIA, SICET, UNIAT, Unione Inquilini. «In un momento di inflazione galoppante e di aumento degli sfratti, limitarsi a interventi spot senza un piano straordinario di incremento dell'edilizia residenziale pubblica significa ignorare la realtà».
I sindacati e le associazioni degli inquilini hanno ribadito i punti centrali per superare l’emergenza abitativa: recupero reale del patrimonio ERP esistente; rifinanziamento del fondo sostegno affitti; interventi fiscali per favorire la locazione stabile; riforma delle locazioni private; una legge quadro sull'edilizia residenziale pubblica; utilizzo degli alloggi privati sfitti; no agli sfratti immediati come previsto nel disegno di legge del Governo, senza rifinanziare il fondo affitto e il fondo morosità incolpevole, mentre il recupero e la costruzione di nuovi alloggi richiederanno anni; confronto con i sindacati e le associazioni degli inquilini, dei lavoratori e con tutte le parti sociali.
Secondo i sindacati inquilini «invece il Governo con questa legge continua a destinare risorse a fondi e operatori privati, strizzando l’occhio ai fondi speculativi, marginalizzando, tra gli altri, gli enti pubblici ex IACP, il mondo delle cooperative, il terzo settore, il privato sociale che dispongono delle competenze necessarie per realizzare e recuperare alloggi sociali a canone sostenibile. Il presidio di oggi è solo l’inizio della mobilitazione. I sindacati e le associazioni degli inquilini vigileranno insieme sui prossimi passaggi istituzionali in attuazione del testo definitivo del Piano Casa».