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Legge di bilancio, Sicet Cisl: «Poche risorse per il Piano Casa e nessun sostegno all’affitto. Il Ddl si può migliorare»

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Il disegno di legge di bilancio per il 2027 presentato dal Governo contiene, sul fronte delle politiche abitative, misure che il Sicet Cisl giudica insufficienti e, in alcuni casi, sbilanciate a favore della proprietà immobiliare. Il sindacato inquilini della Cisl auspica che nel corso dell’esame parlamentare si possa correggere tale impostazione. Tra le note dolenti, le poche risorse a disposizione per finanziare il Piano Casa: «Le risorse previste alla voce “casa e assetto urbanistico” non lasciano presagire una rapida attuazione del Piano Casa approvato la scorsa primavera», osserva il Sicet Cisl che evidenzia come ai 953 milioni di euro definitivi per il 2026 si aggiungano soltanto 576 milioni a legislazione invariata per il 2027, senza stanziamenti maggiori per il biennio successivo: «Siamo consapevoli che l’impegno annunciato dal Governo, circa 10 miliardi in dieci anni, faccia molto affidamento sul cofinanziamento privato, ma allo stato attuale il Piano resta ancora lontano dalla sua fase operativa».
 
Secondo il Sicet Cisl la filosofia alla base del Ddl è sbilanciata sull'acquisto, mentre si trascura l’affitto. Infatti, si proroga e si rafforza il Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, con ulteriori 200 milioni sia per il 2028 sia per il 2029, mentre non si prevede alcun rifinanziamento del Fondo di sostegno all’affitto, né di quello per la morosità incolpevole: «Ancora una volta – sottolinea il Sicet Cisl – si privilegia l’accesso alla proprietà e si lasciano senza risposta le tante famiglie costrette a sostenere affitti di mercato insostenibili o comunque molto gravosi». La stessa riduzione al 5% o all’1% della cedolare secca sui contratti a canone concordato rappresenta, per il sindacato, un vantaggio sicuro per la proprietà, ma non garantisce di per sé un beneficio per gli inquilini. I dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate mostrano infatti che in diversi capoluoghi di provincia il canone medio concordato supera quello libero: «Prima di agire sulla leva fiscale bisogna ristabilire la funzione degli accordi territoriali, che dovrebbero assicurare condizioni migliori all’inquilino in cambio degli sgravi riconosciuti al proprietario. Il riconoscimento, da parte del Mit, della validità degli accordi separati ha indebolito questo sistema».
 
Il Sicet Cisl rileva inoltre che la norma contro i «comportamenti opportunistici» (articolo 5, comma 5) non è sufficiente: oltre al rischio di contratti sostituiti al solo scopo di ottenere l’aliquota ridotta, resta il fenomeno del pagamento in nero della parte di canone eccedente il massimale previsto dagli accordi. Il sindacato pone infine al Governo una domanda di fondo: perché ridurre l’aliquota sui canoni concordati senza intervenire su quella dei canoni di mercato? «Un aumento di cinque punti della cedolare sui canoni liberi, o almeno una combinazione tra aumento sui liberi e riduzione sui concordati, avrebbe incentivato la contrattazione e assicurato allo Stato un maggiore gettito».
 
Cinque le proposte che il Sicet Cisl intende discutere con le forze politiche in vista del passaggio parlamente della legge di bilancio. Priorità al rifinanziamento del Fondo di sostegno all’affitto e del Fondo per la morosità incolpevole e alla istituzione di un Osservatorio nazionale sulla contrattazione, con la partecipazione delle organizzazioni più rappresentative della proprietà e degli inquilini, per tutelare la funzione degli accordi territoriali. Una misura a costo zero. Il Sicet sollecita inoltre il ripristino dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti degli affitti, abbinato alla possibilità per l’inquilino di regolarizzare la propria posizione presso l’Agenzia delle Entrate sulla base dei pagamenti effettuati, per far emergere anche le locazioni di fatto. Sul piano fiscale, infine, il sindacato inquilini della Cisl spinge per aumentare le detrazioni fiscali per gli inquilini, che offrono un beneficio diretto alle famiglie in affitto e possono favorire l’emersione del nero, e per rivedere complessivamente la cedolare secca sugli affitti, non semplicemente quella per i canoni concordati.
 
«Nel Ddl di bilancio, come già nel disegno di legge sull’accelerazione degli sfratti e nella reintroduzione della cedolare secca sulle locazioni commerciali, prevale l’attenzione alle istanze della proprietà», conclude il Sicet Cisl, chiedendo che «l’esame parlamentare riequilibri queste scelte a favore di chi vive in affitto. Su queste proposte siamo disponibili da subito al confronto con il Governo e con i gruppi parlamentari».