Campania, Cisl e Sicet: «Interventi immediati e coordinati per emergenza abitativa Campi Flegrei»
La necessità di interventi immediati e coordinati per garantire una sistemazione dignitosa alle oltre 2.500 persone evacuate, appartenenti a più di 1.000 nuclei familiari, a seguito degli eventi sismici che hanno colpito Pozzuoli è quanto hanno ribadito Melicia Comberiati e Alfonso Amendola, rispettivamente segretari geneali della Cisl Napoli e del Sicet, il sindacato degli inquilini. Il sindacato ha condiviso l’iniziativa della Prefettura di coinvolgere istituzioni e rappresentanze sociali per facilitare la ricerca di abitazioni presso privati, ma ha evidenziato che l’erogazione del contributo per la sistemazione autonoma deve essere accelerata senza ulteriori ritardi. È indispensabile assicurare canoni concordati e sostenibili, così da ridurre il disagio delle famiglie e tutelare in modo particolare le persone fragili, oggi esposte a una condizione di forte vulnerabilità. Particolare attenzione è stata dedicata ai 272 nuclei familiari sgombrati dagli alloggi popolari gestiti da ACER Campania e dal Comune di Pozzuoli. Il Sicet Csil ha chiesto inoltre la sospensione del canone di locazione a partire da agosto, considerato che gli immobili non sono più fruibili e che le famiglie stanno affrontando un’emergenza non imputabile alla loro volontà. Comberiati e Amendola hanno sottolineato che la sicurezza delle persone deve rappresentare l’obiettivo comune di tutte le istituzioni coinvolte. È necessario ottimizzare gli interventi, utilizzare in modo efficace le risorse economiche disponibili e garantire alloggi e stabili sicuri, adeguati alla peculiarità del territorio flegreo, caratterizzato da rischi sismici e geologici specifici. Alla luce della fatiscenza di molti alloggi ERP, è stato inoltre evidenziatao “la necessità di valutare l’abbattimento e la ricostruzione degli edifici non più recuperabili, assicurando tempi certi e criteri di sicurezza avanzati. Il sindacato ha ribadito che gli alloggi ERP non devono essere trasformati in ERS, evitando così di ridurre ulteriormente l’offerta abitativa destinata alle fasce più deboli.